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Difesa Personale
Scritto da team   

«Un maestro zen che era uscito a fare una passeggiata con uno dei suoi studenti gli indicò una volpe che stava cacciando un coniglio. “Secondo una antica favola, alla fine il coniglio riuscirà a sfuggire alla volpe”, disse il maestro. “No” rispose il discepolo “La volpe è più veloce”. “Ma il coniglio riuscirà a farla franca” insisté il maestro. “Perché ne siete così certo?” chiese il discepolo. “Perché la volpe sta correndo per procurarsi un pasto, ma il coniglio sta correndo per salvare la pelle”, rispose il Maestro.»

Abbiamo riportato questa antica storia zen in quanto crediamo che illustri molto bene quale debba essere il concetto legato alla difesa personale: si combatte per salvare la vita. È in questa visione che dobbiamo affrontare il combattimento. È soltanto così che riusciremo a sconfiggere l’avversario: sapendo che non abbiamo più nulla da perdere dovremo mettere in atto una reazione che il nostro aggressore mai si sarebbe aspettato (altrimenti non ci avrebbe aggredito!) e che creerà in lui sicuramente un certo disorientamento, che dovremo cercare di volgere a nostro favore.

Crediamo sia necessario anche chiarire subito un altro aspetto molto importante.

Spesso si pensa che nel praticare un’Arte Marziale si apprenda la difesa personale.

Molti praticanti di Arti Marziali credono che il solo fatto di praticare una qualsiasi disciplina sia risolutivo nella difesa personale. Certamente può essere di grande aiuto avere un allenamento specifico al combattimento ma... un conto è combattere in una gara, un altro è combattere per difendere sè stessi o i propri cari.

Parlare di Difesa Personale, implica necessariamente un atteggiamento mentale ed un modo di porsi nei confronti dell'avversario. Non tener conto di questo aspetto vuol dire semplicemente rispondere alla violenza con altra violenza, mentre a volte è possibile mettere fuori combattimento un aggressore semplicemente con un atteggiamento mentale adeguato.

Vediamo insieme alcuni aspetti.

POSIZIONE:

Evitare qualsiasi posizione che indichi sottomissione (schiena curva, occhi bassi, posizione inferiore) in quanto favorisce l’espandersi dell’aggressività di chi sia già irato e comunica disponibilità alla sottomissione.

SGUARDO

Abbassare gli occhi, anche se si usano parole molto decise comunica una sorta di “sottomissione”. L’interlocutore va guardato negli occhi semplicemente, senza tentennamenti.

TONO DELLA VOCE

È preferibile che sia sempre BASSO, calmo e profondo. Trasmette sensazione di forza, di irremovibilità. Errore alzare il tono della voce.

SPAZIO, DISTANZA

Avvicinarsi molto crea disagio, fa sentire invasi e induce l’altro a cercare di difendersi. Lasciare una “via di fuga” sempre. Attenzione una distanza comunque eccessiva può comunicare che abbiamo timore dell’altro.

Entrare in contatto con il corpo altrui può essere interpretato in maniere diverse. Per la sua ambiguità e meglio astenersi.

 


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