forex trading logo

Benvenuto!

Se vuoi informazioni sul Ju Jitsu,

sei arrivato nel sito giusto.

Navigando con noi, speriamo tu possa trovare

tutte le notizie che ti interessano.

Buon viaggio...


privacy

nota privacy & cookie
Questo sito utilizza cookies tecnici. Leggere con attenzione i termini e le condizioni che seguono prima di utilizzare questo sito web. L'uso del sito implica l'accettazione dei termini e delle condizioni riportate. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.
Home Informazioni Ju Jitsu
Ju Jitsu
Scritto da team   
 

La filosofia del Ju Jitsu
può essere illustrata dall'aforisma
"Seiryoku Zen'Yo"
che può essere tradotto come
"Massimo risultato col minimo sforzo"
cioè il miglior uso dell'energia

Il termine “jitsu” o “jutsu” si trova frequentemente nelle arti marziali, perché significa appunto “arte”.

Indica in realtà un concetto pratico più che spirituale, quindi può ben essere tradotto anche con “metodo”.

Molto più interessante, e molto più indicativo dell’essenza di questa arte marziale, è invece il concetto di “ju”. Si può tradurre con “morbido”, “cedevole”, o addirittura  “dolce”, ma il suo vero significato è piuttosto diverso.

Il principio racchiuso nell’ideogramma “ju” ha a che fare con l’interazione tra energie opposte, suggerendo di non opporre ad una forza attaccante un eguale muro di forza, ma di assecondare questo attacco, per poterlo prima conoscere, e poi indirizzare nel vuoto, portando nello stesso vuoto il suo attore.

Il concetto è esattamente lo stesso che ritroviamo nelle pagine di Sun-Tzu: se l’esercito nemico è forte e ben schierato, cioè in assetto “yang”, il generale saggio eviterà di affrontarlo in campo aperto, ma cercherà prima di disorganizzarlo, di dividerlo con delle tattiche “yin” e solo allora si esporrà per combatterlo.

Il carattere cinese JU può quindi avere diverse chiavi di lettura : può essere inteso come “morbido”, come “debole” ; può anche essere spiegato come “intrattabile”, “sottomesso”, ma anche come “gentile”, “armonioso”, e, a volte, come “a proprio agio”.

Le diverse “Arti Marziali” praticate dai samurai assumevano normalmente il nome dall’arma di cui ci si avvaleva; per il Ju Jitsu le cose andarono in maniera decisamente diversa. Il termine Ju venne introdotto dalle varie Scuole per evidenziare il fatto che le tecniche efficaci erano quelle che si fondavano sul principio della “gentilezza che può controllare la forza”

L'ideogramma “JU” ha, fin da tempi molto remoti, una vasta letteratura di interpretazione che si riallaccia dalle teorie del Taoismo a quelle di famosi strateghi militari cinesi di quei tempi.

La spiegazione del JU è basata su tecniche concrete, e su ciò è basato anche il pensiero del prof. Jikoro Kano, ideatore e creatore del metodo JU DO.

 

 In un antico testo cinese di strategia militare (San-Ryaku), scritto nel periodo Lou (1100-256 a.C.), c’è l’espressione “Ju yoku, go wo seisuru”, la cui traduzione è “la dolcezza è virtù, la durezza è male”, “i deboli sono aiutati, i forti sono attaccati”.

Il termine giusto per spiegare “ju” forse potrebbe essere adattabile.

E’ proprio per la sua adattabilità che il ju-jitsu ha avuto un largo seguito, ed è praticato in varie forme, in tutto il mondo. Questa arte infatti ha il grande pregio di non sfruttare solo la pura forza del praticante, bensì di sfruttare le interazioni tra le forze dei combattenti.

L’importanza di opporre una difesa che lavori su un piano ortogonale a quello di attacco era nota sin dall’antichità, e la si ritrova molto spesso durante la pratica. Anche i movimenti circolari di alcune tecniche, a ben vedere si svolgono sempre su un unico piano, perpendicolare rispetto all’azione dell’avversario.

 


Powered by Joomla!. Designed by: joomla 1.5 templates vps hosting Valid XHTML and CSS.