forex trading logo

Benvenuto!

Se vuoi informazioni sul Ju Jitsu,

sei arrivato nel sito giusto.

Navigando con noi, speriamo tu possa trovare

tutte le notizie che ti interessano.

Buon viaggio...


privacy

nota privacy & cookie
Questo sito utilizza cookies tecnici. Leggere con attenzione i termini e le condizioni che seguono prima di utilizzare questo sito web. L'uso del sito implica l'accettazione dei termini e delle condizioni riportate. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.
Home Storia
Tra storia e leggenda

 

SHIROBEI HAKIYAMA YOSHITOKI, medico di Nagasaki, per approfondire la “conoscenza” si recò in Cina. Dice la leggenda che un giorno durante una forte nevicata Shirobei, impegnato nella sua meditazione giornaliera, si accorse che alcuni alberi venivano mutilati dal peso della neve mentre uno solo rimaneva intatto : era un salice. Ogni volta che la neve si accumulava sui suoi rami minacciando di spezzarli, questi si flettevano liberandosi del peso e riprendendo la primitiva posizione.

Impressionato da quanto visto, Shirobei ne dedusse che era meno dannoso assecondare la violenza e la forza bruta che opporsi ad essa ; ciò lo condusse  ad ideare circa trecento tecniche di combattimento corpo a corpo basate sul principio della morbidezza o cedevolezza (ju).

Dopo questa illuminazione, si racconta che Shirobei tornò in Giappone portando con sé un bagaglio di tecniche di lotta basate su un principio simile, che vennero successivamente definite JU-JITSU, cioè arte (jitsu) della cedevolezza (ju).

Ormai siamo quasi certi che questa sia una pittoresca leggenda (che comunque a noi piace molto...), ma la versione che più si avvicina alla storia tutto sommato non è molto diversa e inizia sempre con qualcuno che fa un lungo viaggio.
Più precisamente parliamo del v
iaggio di Bodhidharma dall’India al monastero cinese Shaolin.

È probabile che egli intraprese questo viaggio per cercare di riportare in Cina lo spirito originale del Buddismo, spirito che in quell’area era stato decisamente stravolto. Chiaramente Bodhidharma non trovò il favore di alcuni regnanti che avevano innalzato templi ricchissimi, eretto statue gigantesche, spendendo molti capitali; venne anche allontanato da Nanchino. Bodhidharma continuò il suo viaggio arrivando al tempio di Shao-Lin-Ssu (Shoringi in giapponese): il tempio delle dodici terrazze. Per lunghi anni Bodhidharama rimase nel monastero insegnando il Buddismo Ch’an (Zen). Notò però che i monaci, concentrati sulla meditazione, erano decisamente carenti e scarsi da un punto di vista fisico. Insegnò allora ai monaci una serie di otto esercizi da eseguire molto lentamente e con una particolare respirazione. Scopo di questi esercizi era (ed è) quello di sviluppare il Ki (energia interna o vitale).

Il principio filosofico ispiratore di tutto ciò era il TAO, quell’interazione tra energie opposte che però trovano ragion d’essere l’una nell’altra, dando origine a tutte le cose dell’Universo.

Queste antiche tecniche che evolvevano in forme di combattimento sono poi uscite dal tempio, spesso fondendosi con dei sistemi marziali “locali” già esistenti e altrettanto antichi, e sono diventate il kung-fu; quindi hanno attraversato il mare e sono diventate il ju-jitsu (pur se indicato inizialmente con altro termine).

Nasceva quindi l’arte di combattimento denominata JU JITSU.

 

Jikoro Kano (1860-1938), fondatore nel 1882 del JU DO KODOKAN, fa risalire al 1600,1650 d.C. la data di nascita di questa arte così come la vediamo oggi.


Con il passare dei secoli il Ju Jitsu si è evoluto come forma di combattimento (non sportivo) raggiungendo un altissimo grado di efficienza, tanto da essere scelto per l’addestramento di numerosi corpi speciali di Polizia e Forze Armate di tutto il mondo. La sua efficienza deriva dal non avere nulla di mistico né di essere un insieme di credenze religiose, ma di mirare ad ottenere

il massimo risultato con il minore dispendio di energie”.

Letteralmente il Ju Jitsu è dato dall’unione delle parole Ju (tenero, morbido, cedevole) e Jitsu (tecnica).

In termini di applicazione alla difesa si può definire come l'utilizzo del corpo umano al fine di una pronta, efficace e definitiva soluzione ad un attacco.

 

 

 


Powered by Joomla!. Designed by: joomla 1.5 templates vps hosting Valid XHTML and CSS.